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“Walter Wurzburger: «La pandemia ha cambiato tutto» – Il titolare del marchio Caffè Kremoso a Stylo24 sulle conseguenze del lockdown”

Il titolare del marchio Caffè Kremoso a Stylo24 sulle conseguenze del lockdown per il settore food and beverage: dovrà passare molto tempo per una ripresa

Con la fase 2 più vicina e la riapertura degli esercizi commerciali alle porte, anche se ancora non si sa precisamente quando e, soprattutto, in quale modo, anche a Napoli ci si interroga su quale sarà l’impatto della chiusura quasi totale sul settore del food and beverage. Stylo24 ha parlato della crisi dettata dall’emergenza Coronavirus con Walter Wurzburger, titolare del marchio Caffè Kremoso.

Come sta affrontando il lockdown il settore del food and beverage?

«La percezione che ho, restando in contatto con i pubblici esercizi, è che avvertano di aver subito una ingiustizia, perché la loro idea è che le attività, come le pasticcerie, le caffetterie, ma anche le pizzerie, utilizzando servizi d’asporto, sarebbero potute andare avanti e rimanere aperte, un po’ come accaduto per le panetterie. Senza contare il fatto che molte di queste ultime hanno venduto non solo pane, ma anche dolci o pizze, come appurato da alcuni controlli, avvantaggiandosi, paradossalmente, di una situazione drammatica. E, forse, allargare il novero delle attività lasciate aperte, pur con delle regole e dei controlli, sarebbe stato un modo per limitare i danni. La Cig ha aiutato, ma le spese, ad esempio della merce, magari anche deperibile, già acquistata vanno pagate. Per non parlare dei proprietari degli immobili commerciali che vogliono essere pagati il fitto».

Che prospettive di ripresa ci sono?

«L’apertura di strutture come i bar o i ristoranti sarà lenta e controllata. Il fatto che all’interno potranno entrare poche persone, comporterà anche tanti licenziamenti. Perché dove prima servivano 10 dipendenti, adesso ne basteranno 5. Il tasso di disoccupazione sarà elevatissimo. Io credo che non prima della prossima primavera potremo assistere a una ripresa a pieno ritmo. Purtroppo anche l’assenza di turismo darà un altro duro colpo alle attività che invece negli ultimi anni avevano tratto grande giovamento da questo settore e che oggi dovranno cercare di sopravvivere. Anche perché il finanziamento proposto dallo Stato non ha risolto il problema alle aziende, ma lo ha solo rimandato, risolvendosi invece così il problema di incassare le tasse e cedendo il problema alle banche».

Cambierà la filosofia del caffè dopo questa pandemia?

«Nella prima fase sicuramente diminuirà il consumo al bar, a causa della paura. Molte persone preferiranno prenderlo a casa o in ufficio. Aumenterà il consumo in monouso e questo farà perdere la resa dell’espresso che si può bere al bancone. Senza contare i costi aggiuntivi che questo comporterà. Ci vorrà molto tempo anche qui, a danno dei bar, che purtroppo dovranno inventarsi una alternativa per potersi sostenere».